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La Toxoplasmosi
Il toxoplasma gondii è un parassita unicellulare, esso è responsabile della malattia. La toxoplasmosi
è detta zoonosi perché è trasmissibile all’uomo, ma a differenza del gatto nel quale l’infezione ha un andamento
benigno, nell’uomo i sintomi clinici sono rari.
Fra gli animali il gatto è l’unico ospite definitivo, cioè nel micio avvengono tutte le fasi del ciclo biologico, l’uomo e
gli altri animali verranno infettati con l’eliminazione delle feci. Negli altri animali, fra cui anche i piccoli roditori,
il ciclo biologico terminerà con l’ingestione del parassita con le prede dai gatti.
Il ciclo biologico del toxoplasma comincia con l’assunzione di carne cruda infetta di prede di modeste dimensioni come gli
uccelli, topi, etc, dal gatto. Inizialmente il toxoplasma si replica nell’intestino per qualche giorno in maniera asintomatica,
il gatto dunque espelle con le feci le oocisti che sono forme infettanti, le oocisti se l’ambiente
è umido e ombreggiato sono in grado di resistere per mesi.
Dopo la guarigione i gatti non elimineranno più le oocisti, gli animali così guariti avranno un’efficace immunità che permetterà
loro di non avere infezioni recidivanti.
Dopo esser stati ingeriti da tutti gli animali compreso l’uomo ma raramente il gatto, alcuni germi passano la barriera
dell’intestino arrivando fino ai muscoli dove si incistano, in questo modo le piccole
prede del gatto saranno il veicolo del toxoplasma, così si chiude il ciclo biologico del Toxoplasma.
Sintomi:
Nella maggior parte dei gatti l’infezione da Toxoplasma è asintomatica, solo nei gatti debilitati o
anziani possono comparire depressione del sistema sensoriale, inappetenza e lieve rialzo termico.
In pochissimi casi, soprattutto nei gatti immunodepressi (es FIV, FELV) si possono avere sintomi più rilevanti es polmonite,
insufficienza epatica da epatite associata a vomito, diarrea, ittero, aumento del volume dei linfonodi, infezioni oculari,
disturbi neurologici.
Una diagnosi precoce e quindi una conseguente terapia evita le complicazioni così da assicurare la completa guarigione.
Diagnosi e terapia:
Dato che è possibile che nell’ambiente vi siano numerose oocisti nella maggior parte dei casi è inutile valutare
se il gatto è siero positivo
o no verso il toxoplasma, può essere utile solo in due casi:
1) Se il micio è considerato un soggetto a rischio e presenta una sintomatologia anomala.
2) Se fra le persone che si occupano del gatto c’è una donna incinta sieronegativa.
La diagnosi viene effettuata prelevando un po’ di sangue e determinando la concentrazione degli anticorpi diretti verso il toxoplasma.
Gli anticorpi da valutare sono le IgM e le IgG, un aumentato livello delle IgM ci fanno comprendere che l’infezione è
avvenuta da poco tempo e che probabilmente l’animale sta ancora eliminando le forme durature (oocisti) del protozoo con
le feci, fase che può durare per massimo 3-4 settimane.
Un aumento delle IgG può significare che il gatto ha avuto un contatto con il toxoplasma ma che allo stato attuale è immune
e quindi non lo eliminerà.
Nel caso in cui il test dovesse risultare negativo, il gatto è da ritenere recettivo all’infezione, perciò eliminerà le oocisti con le feci.
Siccome la toxoplasmosi di solito si risolve in pochi giorni solo a volte si rende necessario intervenire, esclusivamente nei soggetti debilitati o immunodepressi si somministrano anticorpi (es clindamicina) e si eseguono delle terapie di supporto.
Allo stato attuale non esiste un vaccino.
LA TOXOPLASMOSI NELL'UOMO
Data l’onnipresenza delle oocisti la toxoplasmosi si può contrarre frequentemente.
Due sono le vie di contagio:
1) Verdure o altro cibo contaminato da gatto parassitato, perciò ingestione di oocisti.
2) Carne contenente il parassita.
L’unica via di contaminazione è la via diretta cioè l’ingestione, quindi come
prevenzione è necessario rispettare le norme igieniche scrupolosamente, nel particolare:
- Raccogliere le feci del gatto dalle lettiere servendosi di guanti, detergere frequentemente lettiere e cucce con
abbondante acqua calda.
- Durante il giardinaggio usare guanti.
- Lavare le verdure prima di consumarle.
- Cuocere la carne curandosi di non lasciare parti al sangue.
- Tenete sotto controllo il numero dei topi nella zona dell'abitazione con trappole, ricordatevi di non usare mai veleni.
Se una persona sana dovesse contrarre il toxoplasma potrebbe non mostrare nessun sintomo, in alcuni casi per un paio
di giorni potrebbe presentare un malessere diffuso occasionalmente
con passeggero e di poca rilevanza rialzo termico.
La formazione di anticorpi proteggerà il soggetto da successive contaminazioni.
Nelle donne incinte, durante i primi mesi di gestazione se la donna non possiede gli anticorpi verso
il toxoplasma si verificheranno delle complicazioni che possono essere molto serie.
Per questa ragione bisogna valutare lo stato immunitario delle donne gravide per valutare rischi futuri, inoltre si
consiglia alle donne che hanno intenzione di diventare mamme di giocare con quanti più gatti possibile al fine di creare
una protezione naturale.
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