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La riproduzione


   

La prima cosa che si dovrebbe consigliare quando si pensa di far riprodurre il proprio coniglio è: NON FATELO!! C’è già un numero di conigli abbandonati così alto che volontari e associazioni non sanno da dove iniziare.

I coniglietti sono belli, però poi cresceranno e diventeranno adulti con l’ormone libero, necessiteranno di una casa.. ed è già difficile trovare una casa adatta per un cucciolo.
Generalmente l’errore più grande che si possa fare nel far riprodurre il coniglietto domestico è credere che desideri essere genitore e che i suoi ormoni diminuiranno sensibilmente dopo l’accoppiamento.
Effettivamente l’ormone diminuirà, per un po’, e poi?
Considerate che in media una coniglia partorisce dai 3 ai 12 coniglietti e il parto e la cura dei piccoli, oltre ad essere un notevole fattore di stress, contribuiscono all’invecchiamento dell’organismo e debilitano molto la coniglia (che potrebbe anche morire di parto).
Bisogna inoltre tenere presente che far fare una cucciolata comporta delle spese, sia veterinarie che alimentari, in quanto la madre (durante la gestazione e l’allattamento) dovrà necessariamente mangiare di più, mentre i cuccioli riescono ad ingurgitare quantità di cibo a dir poco sorprendenti.


I piccoli non devono essere separati dalla mamma prima del compimento dei 2 mesi (così come ogni cucciolo). Affidare un animale o separarlo dalla madre prima di tale periodo può sensibilmente compromettere la sua vita nonché metterla a rischio.
La gestazione dura un mese e i piccoli nascono completamente nudi, ciechi e con le orecchie attaccate.
Sono assolutamente deboli e indifesi. Per nessun motivo dovrete introdurre le mani nel nido che la coniglia avrà costruito: così facendo lascerete il vostro odore e la madre potrebbe abbandonare l’intera cucciolata e avrete condannato a morte i coniglietti.
E’ bene mettere una casetta di legno che tenga i cuccioli al riparo della luce e permetta alla madre di entrare e uscire a piacimento.

Il nido è fondamentale per i piccoli che sentendo l’odore della madre grazie alle ciocche di pelo che questa si stacca, capiranno dove restare. La coniglia non resta nel nido ad accudire i piccoli, li allatta una o due volte al giorno (preferibilmente la notte) quando non si sente osservata.
Questo comportamento non è sintomo di non curanza, al contrario: rientrando in natura nella catena alimentare di tutti i carnivori, stare il meno possibile nel nido offre maggiori probabilità di vita ai piccoli in quanto i predatori verranno attirati il meno possibile. Ad ogni modo la coniglia si terrà comunque nelle vicinanze del nido.

Per essere sani, i piccoli devono essere reattivi se stimolati, avere la pelle liscia e senza screpolature o ferite, il ventre non deve essere incavato verso l’interno (sintomo che non stanno mangiando a sufficienza o che la madre non li cura).
Verso i 15 giorni inizieranno ad aprire gli occhi e sarà possibile iniziare con le dovute precauzioni a prenderli in braccio per abituarli al contatto umano.
Iniziare a prendere i cuccioli prima che abbiano aperto gli occhi può far sì che la madre li abbandoni. Appena aperti gli occhi inizieranno a mangiucchiare il fieno con il quale è stato costruito il nido e verso i 20 giorni inizieranno ad avventurarsi fuori. Iniziare a lasciare qualche verdura fresca, completamente asciutta e leggermente appassita a dispozione.

Purtroppo non sempre tutti i cuccioli sopravvivono.


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